“Con Avio è la prima volta nel mondo che una ditta che produce e lancia razzi si quota in borsa. Ci si è accorti che lo spazio è un settore interessante, dal punto di vista economico”. Lo afferma Roberto Battiston, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, in una intervista a Repubblica. E spiega che “i satelliti attivi al momento sono diverse centinaia. Dopo 4, 5 o massimo 7 anni diventano obsoleti e vanno sostituiti. Senza contare le funzioni sempre nuove che potranno svolgere. Solo la Commissione Europea ha previsto per le due famiglie di satelliti Galileo e Copernicus, dedicati rispettivamente al posizionamento e all’osservazione della Terra, un programma di lanci che andrà avanti per una quindicina di anni. Anche in campo spaziale, l’Europa sta diventando grande. Ha imparato a razionalizzare le sue energie, tagliando il numero di razzi lanciatori al minimo necessario e favorendo la collaborazione fra i vari paesi”. Ma è solo grazie alla presenza dell’Europa che si riesce a far fronte all’aggressività degli americani? “Negli Stati Uniti esistono aziende come SpaceX e Blue Origin estremamente competitive, che riescono in alcuni casi a recuperare parti dei razzi dopo il lancio. Ma anche loro possono contare su un sostegno forte del loro governo. I satelliti della Nasa e della Difesa infatti possono essere lanciati solo da razzi americani”