Roma, 20 apr – Luigi Manconi, senatore e presidente della Commissioni Diritti Umani,
oggi è intervenuto a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, per parlare della situazione
di Gabriele Del Grande, detenuto da giorni in Turchia. “Ieri, per oltre dieci ore – ha
spiegato – il vice console italiano e l’avvocato turca di fiducia di Del Grande sono
stati tenuti alla porta. E la richiesta di accedere, come previsto dagli accordi di
Vienna, è stata violata ancora una volta: non è stato consentito un incontro tra
Gabriele e la nostra delegazione”. Del Grande è in stato di arresto? “No, è in stato
di fermo. Dopo dieci giorni non è stata formalizzata un’accusa nei suoi confronti”. Si
dice che fosse in una zona territoriale dove non doveva essere e che stesse parlando
con dei terroristi. “Ciò non corrisponde a verità. Lui avrebbe parlato con sospetti
terroristi: mentre si trovava nel primo centro di identificazione. Al che, io ho
replicato che è singolare che lo Stato turco tenga dei supposti terroristi non in
carcere ma in un centro simile”. Cosa ne pensa dell’operato di Angelino Alfano,
ministro degli Esteri? “I familiari e la compagna di Del Grande – ha detto Manconi –
sostengono che gli Esteri stiano facendo con grande assiduità e straordinario impegno
tutto ciò che devono”. Si dovrebbe convocare l’ambasciatore turco? “L’ho incontrato
tre giorni fa. Ho avuto un colloquio di un’ora e 25 minuti e, singolarmente, mentre mi
trovavo con lui, è stata pubblicata la prima trascrizione della telefonata che Del
Grande aveva fatto ai familiari. Quindi solo in quel momento, le autorità turche,
attraverso l’ambasciatore, hanno comunicato quello che andava comunicato sei giorni
prima. E’ un elemento grave”.