Dakar- Alessandra Pierella e Massimo Fortunato sono due dei laureati dell’Università di Bologna che hanno vinto, nelle scorse edizioni, il Premio René Cassin, con una tesi di laurea sui diritti umani, come richiesto dal bando che, giunto alla sua XV edizione, offre ogni anno ai neo dottori l’opportunità di svolgere dei tirocini su progetti internazionali di ambito ONU. Dieci mesi in Senegal per Alessandra, per seguire un progetto di cooperazione sullo sviluppo locale, che si sono trasformati in ulteriori contratti di lavoro che la vedono, ancora oggi dopo 3 anni, in Senegal presso la Cellula di gestione dei progetti del Ministero, nell’ambito di un accordo con la KIP International School. Anche i dieci mesi di Massimo in El Salvador, dopo aver vinto il Premio René Cassin con la sua tesi di laurea sul diritto al Cibo, si sono trasformati nella grande opportunità di lavorare per le Nazioni Unite, in UNDP, su temi di sviluppo territoriale. Sono solo due delle storie rappresentative del Premio René Cassin che, ogni anno, premia giovani studiosi e desiderosi di offrire il proprio contributo nell’ambito dei diritti fondamentali dell’uomo. Un’opportunità di tirocinio che vede partecipare tanti studenti dell’Alma Mater, come Francesca Caldari e Francesca Tabellini, appena partite l’una per il Senegal, l’altra per la Costa Rica. (9colonne)