Roma, 27 apr – “Gli Istituti di cultura dovrebbero essere, soprattutto ora che si punta ad una promozione integrata del Sistema Italia nel mondo, i terminali di un’articolata e incisiva proposta culturale del nostro Paese in ambito globale. Il crescente carico di attività amministrative di vario genere, invece, spesso li rende asfittici perché soffocati da una serie di incombenze di natura amministrativa, fiscale e interpretativa delle normative locali che ne limitano l’incisività e il dinamismo”. Così in una nota il deputato del Pd eletto all’estero Marco Fedi che aggiunge: “Per richiamare l’attenzione su questo insostenibile stato di cose, ho presentato un’interrogazione al Ministro degli esteri facendo anche specifiche proposte, come affidare ad un fiscalista italiano locale i compiti fiscali, eliminare il codice identificativo di gara (CIG), innalzare a 1.000 euro per gli IIC la soglia applicativa di ‘0’ euro, fare per il personale corsi di formazione frontali e non a distanza, come ora, incrementare il numero delle assunzioni locali”. Alla mia interrogazione – spiega Fedi – ha risposto in modo altrettanto articolato il Vice Ministro Mario Giro sottolineando, in particolare, i vincoli che all’azione del MAECI derivano dalle normative in vigore”. (Red)