Zurigo, 2 mag – “La comunità italiana emigrata, non solo in Svizzera, si ritrova orfana di una delle sue menti più brillanti e di una delle voci, non solo per l’inconfondibile timbro, più potenti degli ultimi 50 anni”. Così in una nota la Comunità delle Colonie Libere Italiane in Svizzera per la morte di Leonardo Zanier. “La sua è una morte annunciata ma, come sempre accade, di fronte alla quale è umano trovarsi impreparati – sin da quando, verso la fine dello scorso anno, il suo stato di salute si era fortemente aggravato. Per noi delle Colonie Libere Italiane in Svizzera Leo non è stato solamente il poeta, lo scrittore, l‘intellettuale e il sindacalista, che ha saputo intrecciare, senza soluzione di continuità, lavoro, poesia, scrittura, impegno politico e sociale”. “Leo Zanier – che della Federazione delle CLI è stato presidente dal 1970-74, per poi diventarne presidente onorario nel 2000 – è stato un riferimento, l‘interlocutore di cui stimolavi il parere e sollecitavi il consiglio, con il quale, con intelligenza e passione, articolavi il confronto. Con lui abbiamo condiviso un’esperienza di vita che oggi diventa l’eredità che ci ha lasciato. Anche di questo – si legge ancora nella nota – gli siamo grati ora che, nostro malgrado, è davvero Liber… di scugî lâ /Libero… di dover partire”. (Gnk)