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A Milano al via il
World Press Photo

it@withub.it by it@withub.it
5 Maggio 2017
in Archivio speciali - Mostre
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A MILANO IL WORLD PRESS PHOTO

Da 23 anni la Galleria Carla Sozzani di Milano presenta, da domani all’11 giugno, il World Press Photo, uno dei più significativi premi di fotogiornalismo del mondo, quest’anno alla sua 60.ma edizione. Vincitore della foto dell’anno 2016 e della categoria Spot News, è stato nominato Burhan Ozbilici, fotografo turco dell’Associated Press di 28 anni che, con An Assassination in Turkey, ha ritratto Mevlut Mert Altıntaş l’attentatore dell’ambasciatore russo in Turchia, Andrei Karlov, dopo l’omicidio del 19 dicembre 2016, in una galleria d’arte ad Ankara. Tra i fotografi italiani, quattro i premiati: Giovanni Capriotti con Boys Will Be Boys, primo classificato nella sezione Sport-storie; Francesco Comellocon Isle of Salvationterzo posto nella sezione Vita Quotidiana-storie; Antonio Gibotta, dell’agenzia Controluce con Enfarinat, terzo classificato nella categoria Ritratti-storie e Alessio Romenzicon We are not Taking any Prisonersterzo nella categoria Notizie Generali-storie. La giuria internazionale di quest’anno, presieduta da Stuart Franklin, fotografo di Magnum Photos, ha esaminato 80.408 immagini scattate nell’anno precedente da 5.034 fotografi provenienti da 125 Stati. I premi – suddivisi in otto categorie – hanno premiato 45 fotografi di 25 nazioni. Il premio fu fondato nel 1955 dal sindacato dei fotoreporter olandesi e oggi la World Press Photo Foundation che lo promuove sostiene il giornalismo visivo attraverso mostre e programmi di ricerca e di formazione, per ispirare e educare i fotografi e il loro pubblico con nuove intuizioni e prospettive. Ogni anno la World Press Photo Foundation riunisce le fotografie vincenti in una mostra itinerante in 45 paesi, tra cui Cina, Danimarca, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna, Emirati Arabi, ed è vista da più di 4 milioni di persone. (red)

CREMONA, I REPORTER MAGNUM E LA RIVISTA “LIFE”

Esattamente 70 anni fa – era il 1947 – sulla terrazza del Museo d’Arte Moderna di New York, nasceva l’agenzia fotografia Magnum. Per ricordare questo anniversario storico, il Museo del Violino di Cremona, presenta la mostra “Life – Magnum. Il fotogiornalismo che ha fatto la storia”, fino all’11 giugno. In mostra fotografie di Eve Arnold, Werner Bischof, Bruno Barbey, Cornell Capa, Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, Bruce Davidson, Elliott Erwitt, Ernst Haas, Philippe Halsman, Inge Morath, Dennis Stock.  L’esposizione, per la prima volta, analizza il racconto fra celebri reportage realizzati dai membri di Magnum Photos e il settimanale illustrato americano dove essi vennero pubblicati. (red)

FOGGIA: “LOTTA POETICA” E POESIA VISIVA

Si tiene fino al 6 giugno, alla Fondazione Banca del Monte di Foggia, la mostra “Lotta Poetica. Il messaggio politico nella poesia visiva (1965-1978)”. Il titolo della mostra è liberamente ispirato a quello della rivista Lotta Poetica, ideata nel 1971 da Paul De Vree e Sarenco, che in quegli anni era luogo privilegiato di dibattito e confronto culturale, al di fuori dei canali di comunicazione tradizionali. In esposizione i lavori e le opere degli artisti che si sono impegnati a contrastare la nascente società dei consumi a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta: abbandonati i tradizionali strumenti comunicativi e cadute le barriere tra i diversi generi, gli artisti approdano a un linguaggio basato sul verbo e sull’immagine che trova definizione proprio nella Poesia Visiva, neoavanguardia nata in seno al fiorentino Gruppo 70, fondato da Lamberto Pignotti ed Eugenio Miccini. Oltre quaranta le opere presenti, realizzate da artisti come Nanni Balestrini, Ketty La Rocca, Lucia Marcucci, Lamberto Pignotti, Sarenco, Mirella Bentivoglio, Luciano Ori, Michele Perfetti e tanti altri che animarono quel periodo storico. Collage, disegni, documenti, riviste, manifesti e libri d’artista raccontano  l’immagine di un’arte militante, creando punti di vista inediti da cui osservare la compenetrazione tra immagine, segno verbale e segno grafico. In mostra opere provenienti dalla Fondazione Berardelli come l’opera icona Avanti popolo, 1972 di Sarenco e una serie di lavori del Gruppo 70 e Gruppo ’63 dell’Archivio Carlo Palli, come I nemici, 1969 di Nanni Balestrini, o il celebre film Volerà nel 70, realizzato dal Gruppo 70.  (PO / red)

ROMA: L’ARTE SONORA CILENA 

Fino all’11 giugno il Macro – Museo d’Arte contemporanea – di Roma ospita la mostra di sound art “Otros sonidos, otros paisajes”, promossa da Roma Capitale e prodotta dall’Ambasciata del Cile a Roma e da Interferenze New Arts Festival e realizzata in collaborazione con Tsonami Arte Sonoro. L’esposizione, che vedrà proposti per la prima volta in Italia i lavori di cinque sound artists cileni, è curata da Antonio Arévalo, addetto culturale dell’ambasciata del Cile in Italia, e da Leandro Pisano, ricercatore sonoro indipendente, fondatore di Interferenze New Arts Festival e del progetto di residenza artistica sonora e rurale Liminaria. L’esplorazione sonora di paesaggi del Cile, dal deserto di Acatama fino alla regione della Patagonia: è questo il filo conduttore delle installazioni realizzate dagli artisti sonori con l’obiettivo di rileggere e ridare luce, attraverso la prospettiva dell’ascolto, a geografie e storie messe ai margini nel contesto globale. In mostra ci saranno: Fernando Godoy, che ha catturato l’impronta acustica del deserto di Atacama come luogo di sospensione tra passato e futuro; Claudia González Godoy, che ha catturato il rumore del fiume Mapocho, il cui sgocciolio rappresenta il suono dello scorrere del tempo; Sebastian Jatz, il quale ha realizzato un’istallazione sonora costruita secondo i principi dell’arpa eolica; Rainer Krause, che indaga attraverso il suono della voce la connessione tra l’uomo e il territorio in cui vive; Alejandra Perez Nunez, la cui opera interattiva rappresenta una cartografia sonora della penisola antartica.  (red)

GENOVA: LA RISCOPERTA DEL “FIAMMINGO” SCORZA

A Palazzo della Meridiana di Genova, fino al 4 giugno, la mostra “Sinibaldo Scorza (1589 –1631). Favole e natura all’alba del Barocco” presenta la prima retrospettiva dedicata al caposcuola della pittura genovese del Seicento, ritrattista degli animali e fortemente influenzato dalla pittura fiamminga. Accanto alle sue opere esposte anche altre di artisti fiamminghi e genovesi.  Nobile, destinato ad alti incarichi, Scorza scelse l’arte, travolto dalla passione per il disegno e la pittura. Geniale nel rappresentare animali, piante e fiori, sapeva infondere vita a storie favolose e paesaggi incantati. Ebbe sempre Genova nel cuore, anche se la sua città lo esiliò accusandolo di alto tradimento. La mostra di Genova vuole essere anche un risarcimento critico ad un maestro amato da collezionisti come Caterina di Svezia, Giovanni Vincenzo Imperiale, Giovan Carlo Doria, per poi essere dimenticato. E anche Palazzo Rosso omaggia il fiammingo genovese. In contemporanea si può visitare una esposizione di tutti i suoi disegni conservati nel Gabinetto Disegni e Stampe di Palazzo Rosso.   (5 mag – red)

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