Gerusalemme – Un Paese che vanta “una solida capacità industriale, accademica, e soprattutto un buon grado di sicurezza”, in un contesto globale minacciato dal fenomeno del terrorismo. Ma c’è ancora molto da lavorare perché tra gli investitori israeliani si diffonda una percezione dell’Italia, così come avvertita da Ofer Sachs, ambasciatore di Israele in Italia da settembre scorso. “L’Italia – dice – è veramente un bel Paese dove lavorare insieme. Sfortunatamente la maggior parte degli imprenditori israeliani va negli Stati Uniti, in molti casi nel Regno Unito oppure in Cina o in India. Negli ultimi anni sono stati questi i principali motori dell’industria tecnologica israeliana”. Ma la partita non è chiusa. Anzi, assicura Sachs, “è sicuramente parte della mia missione far cambiare idea agli imprenditori del mio Paese”. Per il giovane diplomatico (45 anni, di cui gli ultimi cinque trascorsi a Bruxelles come rappresentante delle relazioni economiche di Israele con la Ue), è necessario implementare il dialogo e lo scambio commerciale tra l’Italia e Israele”. (9colonne)