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Farmaci innovativi
l’Unione fa la forza

it@withub.it by it@withub.it
9 Maggio 2017
in Archivio Il Punto, Il punto HP
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(9 maggio 2017) I sei paesi del Sud Europa – Italia, Spagna, Portogallo, Malta, Grecia e Cipro – hanno stretto oggi un accordo per consentire ai rispettivi servizi sanitari di avere accesso ai farmaci innovativi negoziando prezzi migliori con l’industria farmaceutica. Mettendosi insieme, i sei vogliono aumentare potere negoziale e peso politico.

I nuovi medicinali, che forniscono risposte sempre più efficaci a molte malattie, hanno costi altissimi e dunque un impatto crescente sui bilanci di paesi come l’Italia, uno dei pochi con un sistema sanitario pubblico ad accesso universale. Con la legge di bilancio 2017,  il Parlamento ha istituito un Fondo per i farmaci innovativi e uno per i farmaci oncologici con una dotazione complessiva di 1 miliardo di euro. Ma è uno stanziamento largamente insufficiente.

Recentemente il Comitato Nazionale per la Bioetica ha approvato una mozione in cui denuncia lo scandalo rappresentato dalle centinaia di migliaia di pazienti affetti da gravi patologie, come l’epatite C e alcune malattie oncologiche, che non hanno accesso ai nuovi farmaci in grado di curarle o di modificarne il decorso in modo efficace. E questo perché il Servizio Sanitario Nazionale non è in grado di erogarli a causa del loro alto prezzo. 

Ciò  comporta  – osserva il Comitato – che nel caso di farmaci per la terapia dell’epatite C sono trattati solo i pazienti più gravi, mentre coloro che si trovano in fase iniziale, per poterne beneficiare devono attendere un peggioramento delle proprie condizioni. Un’assurdità inaccettabile.  Tanto più che – come scrivono i membri del Comitato Lorenzo d’Avack, Silvio Garattini  e Carlo Petrini –  la sproporzione del prezzo del farmaco in molti casi non deriva dai costi sostenuti in laboratorio, ma da una ricerca esagerata del profitto in un settore, quello della salute, che dovrebbe essere governato dal sistema pubblico in modo molto più incisivo, trasparente ed equo.

 

 

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