Roma, 12 mag – “Desta preoccupazione il reiterarsi di notizie sulle chiusure dei Comitati degli italiani all’estero. Dopo Barcellona e Toronto è di questi giorni la decisione della chiusura del Comites di Vienna. Diverse sono le segnalazioni di difficoltà provenienti da Comites presenti in altre parti del mondo, che potrebbero assumere identiche drastiche decisioni. A seguito delle elezioni dell’aprile 2015 sono stati istituiti 101 comitati degli italiani all’estero elettivi e 5 di nomina consolare. Questi organismi di rappresentanza delle comunità italiane sono presenti in tutti i continenti, distribuiti in Europa (47), America Latina e Settentrionale (42), Africa (7) e Asia e Oceania (10)”. Così in una nota il segretario generale del Consiglio generale degli italiani all’estero, Michele Schiavone. “Per prevenire analoghe decisioni – spiega Schiavone – sarebbe opportuno chiedersi quali sono le ragioni e perché ciò avviene, e quali potrebbero essere gli accorgimenti e le soluzioni per scongiurare ed evitare che questi organismi perdano credibilità. La chiave risolutoria non è solo nell’azione politica, ma va ricercata nell’attenzione che il MAECI pone verso questi organismi”. (Red)