In una società multietnica, per un immigrato c’è l’obbligo di “conformare i propri valori a quelli del mondo occidentale, in cui ha liberamente scelto di inserirsi, e di verificare preventivamente la compatibilità dei propri comportamenti con i principi che la regolano”. È quanto stabilisce una sentenza della Cassazione, che ha respinto il ricorso di un indiano Sikh, condannato a 2 mila euro di ammenda per aver portato con sé un coltello (“kirpan”), ritenuto “sacro” in aderenza ai precetti della propria religione. Secondo la Cassazione, “la convivenza tra soggetti di etnia diversa richiede necessariamente l’identificazione di un nucleo comune in cui immigrati e società di accoglienza si debbono riconoscere. Se l’integrazione non impone l’abbandono della cultura d’origine, in consonanza con la previsione dell’articolo 2 della Costituzione che valorizza il pluralismo sociale, il limite invalicabile è costituito dal rispetto dei diritti umani e della civiltà giuridica della società ospitante”. Secondo il ragionamento dei giudici, il carattere multietnico della società “non può portare alla formazione di arcipelaghi culturali confliggenti, a seconda delle etnie che la compongono, ostandovi l’unicità del tessuto culturale e giuridico del nostro paese che individua la sicurezza come un bene da tutelare e, a tal fine, pone il divieto del porto d’armi e di oggetti atti ad offendere”.
COMMENTI. “Speriamo che ora non sia usata come una clava dai vari Salvini! Perché la sentenza della Cassazione, che richiama gli immigrati che hanno scelto di vivere nel mondo occidentale ‘all’obbligo’ di conformarsi ai valori della società nella quale hanno deciso ‘di stabilirsi’, stabilisce un principio semplice e giusto. E si riferisce ad un caso singolo. A noi preoccupa la fanfara della xenofobia che userà una sentenza che difende un corretto uso del diritto di tutti come un’arma nei confronti di qualcuno” commenta Emanuele Fiano, responsabile Sicurezza del Partito democratico. “La decisione della Cassazione, per cui gli immigrati presenti in Italia devono conformarsi ai nostri valori, è sacrosanta. Alla faccia dei buonisti e del tutto è permesso, questa sentenza non fa sconti a nessuno. Oggi era un indiano che voleva girare libero con un coltello sacro per le vie della città e magari domani potevamo imbatterci in una bella carovana di elefanti che trasportavano merci di ogni genere. Siamo in Italia e chi viene ospite nel nostro Paese ha il dovere di seguire le regole che ci impone il codice civile, quello penale e la nostra Costituzione” afferma invece Daniela Santanchè, deputata di Forza Italia. (PO / Roc – 15 mag)