Roma, 17 mag – “Nel 25simo anniversario dello stabilimento delle relazioni diplomatiche tra Italia e Armenia, si è svolto un convegno prestigioso presso la meravigliosa sala Zuccari di Palazzo Giustiniani nel complesso del Senato. Un’occasione per rievocare il percorso di crescita e consolidamento della partnership tra Roma e Yerevan e quali sono le prospettive valide e proficue verso cui questa tende, in ragione dell’esistenza, tra i nostri Paesi, di un forte sistema di relazioni afferenti il versante politico-diplomatico, culturale e commerciale in costante rafforzamento in una prospettiva di crescita nel rispetto di valori condivisi”. Lo ho scritto su Facebook martedì 16 maggio il senatore di AP-CE eletto nella ripartizione estera Europa Aldo Di Biagio. “E’ stato – scrive il senatore – un momento per rievocare pagine dolorose della storia del Popolo Armeno, come il genocidio del 1915 che rappresenta un momento storico a cui guardare con attenzione ed in riferimento al quale preservare una memoria attiva e costruttiva che sia monito costante per l’edificazione di uno scenario di auspicato riequilibrio geopolitico. In questa prospettiva ho depositato un atto di sindacato ispettivo che si colloca propria nella direzione di un impegno dell’Italia nella rinnovata promozione della memoria e del riconoscimento di quei tragici eventi, e che riattivi l’impegno del Governo nelle sedi internazionali competenti per avviare un percorso di unanime riconoscimento del genocidio degli armeni anche attraverso un confronto con la Turchia soprattutto alla luce dell’iniziativa diplomatica avviata in Italia da Ankara finalizzata a sollecitare l’astensione delle autorità locali italiane ad iniziative volte alla commemorazione degli eventi del 1915. Un’iniziativa da sanzionare e che ho inteso sottoporre al Governo – conclude Di Biagio dalla sua pagina Facebook – per avviare un confronto valido su un tema particolarmente caro all’Italia ed in riferimento al quale il nostro Paese ha l’opportunità di dimostrare un’attenzione ed una sensibilità particolari verso un popolo amico”. (red)