New York, 18 mar – “Il vero principio – prosegue Quartaroli – è “no taxation without representation”, che e’ tutt’altra cosa. Il principio nasce dalla protesta dei coloni americani che nel 1773 decisero di non pagare tasse e dazi alla corona britannica senza avere una rappresentanza nel parlamento inglese. E’ l’esatto contrario della tesi sostenuta dai costituzionalisti fai-da-te. Spero quindi che il concetto sia ora piu’ chiaro. Lo sforzo che si richiede e’ quello di comprendere almeno il senso letterale delle parole e capire che non si possono invertire frasi che formano un principio, pretendendo di crearne un altro. Si puo’ discutere sull’opportunita’ o meno delle circoscrizioni estere, ma non sul diritto di voto dei cittadini all’estero (ne’ sull’esercizio di tale diritto), a prescindere dai futili sondaggi di Badaloni e Panoramitalia. Ancor meno ci si puo’ permettere di condizionare il voto al pagamento delle tasse. Se poi per paradosso dovessimo concedere il diritto di voto soltanto a coloro che pagano le tasse, avremo ben pochi elettori in Italia. Infatti, non potrebbero votare i disoccupati, le casalinghe, gli studenti, i militari, gli evasori (ossia mezzo paese)”.
(Sis)