Luanda, 19 mag – L’ICE organizza, da domenica al 27 maggio, in Angola, una missione di operatori italiani dedicata alla filiera della pesca e della nautica, diretta a presentare il mercato angolano agli operatori italiani allo scopo di finalizzare accordi commerciali e produttivi. L’iniziativa si svolge nella capitale Luanda e nelle Regioni di Zaire, Kwanza Sul, Benguela e Namibe, dove sono previste visite alle installazioni operative e incontri istituzionali. L’evento è rivolto a imprese, cooperative, associazioni di imprese, professionisti, società di consulenza, enti, istituzioni. L’Angola è un Paese di quasi 26 milioni di abitanti in un territorio grande 4 volte l’Italia. Rimane una delle realtà più interessanti dell’intero continente africano, con un elevato potenziale interno e un ancor più grande potenziale regionale, in quanto cerniera tra Africa centrale, australe e occidentale. I consumi alimentari sono fortemente improntati alle tradizioni mediterranee portoghesi e derivano dalla grande abbondanza di pesce, in particolare aragoste, gamberi, cernie, polpi, seppie, calamari, tonni. Gli imprenditori angolani, che hanno accumulato ricchezze con il petrolio e l’edilizia, stanno ora comprando macchinari e attrezzature per la pesca e cominciano a installare fabbriche di trasformazione.
Sono tuttavia consapevoli della mancanza di esperienza tecnica e manageriale e hanno difficoltà ad adeguarsi agli standard internazionali. La ricerca di un partner è soprattutto dettata dal bisogno di assistenza tecnica e manageriale. Il Governo angolano ha identificato programmi di investimento infrastrutturali e prevede progetti di partenariato produttivo pubblico-privato, anche con incentivi economici e fiscali, in settori considerati prioritari, come la nautica e la pesca.
La diversificazione economica in atto favorisce quindi sia la vendita di macchinari, attrezzature e prodotti ittici alimentari italiani, sia la partecipazione al processo commerciale e produttivo angolano, inglobando l’imprenditoria locale nelle catene di valore internazionali italiane.
L’Angola potrebbe infatti consentire agli operatori italiani, di superare le quote imposte dall’Unione Europea per l’approvvigionamento ittico e ampliare la quota mondiale di vendita di prodotti e macchinari. Indipendentemente dalle potenzialità del mercato locale e dalla possibilità di esportare in Europa, il partenariato italo-angolano potrebbe inoltre beneficiare dell’esportazione nei vicini Paesi africani, che dipendono dalle importazioni di pescato e dalla pesca artigianale nei fiumi.