Roma, 18 mar – “C’era bisogno anche all’estero di una formazione prettamente di sinistra”. Chicco Nigro, del coordinamento estero, ha spiegato così la decisione della Sinistra Arcobaleno di presentare anche in Europa e nel mondo una propria lista. Una lista politicamente schierata, che rifugge i compromessi, che non a caso ha scelto uno slogan che guarda dritto negli occhi gli elettori e li sfida: “Fai una scelta di parte”. I nomi e il programma erano già noti: oggi, nella sede della Federazione dei Verdi, non era che un vernissage. Un’occasione per la Sinistra Arcobaleno per ribadire, anche a livello internazionale, la propria terzietà rispetto al presunto bipolarismo Pd-Pdl. “Vogliamo rappresentare – ha detto Nigro – quella parte di elettorato che non si riconosce nei due programmi, peraltro molti simili, di Partito democratico e Popolo della libertà”. Quello del partito che cercherà di intercettare i voti della sinistra è invece un programma fortemente centrata sui diritti: diritto ad una presenza attiva dello Stato italiano che assicuri e potenzi l’offerta di servizi delle rappresentanze consolari, contro le tentazioni di riduzione della rete consolare; diritto al mantenimento e al recupero della lingua e della cultura italiane con la ridefinizione organica e complementare delle misure riguardanti i corsi di lingua, di sostegno scolastico, le scuole italiane all’estero, gli Istituti Italiani di Cultura; diritto alla formazione, riqualificazione e orientamento professionale in tutte quelle realtà in cui esistono condizioni sfavorevoli per i nostri connazionali; diritto al trattamento pensionistico e fiscale per gli italiani all’estero; diritto ad una vecchiaia serena e dignitosa dei connazionali all’estero; diritto all’informazione per i cittadini italiani all’estero e la Rai; diritto al riacquisto della cittadinanza per coloro che nel corso degli anni la hanno persa; diritto ad una piena e democratica rappresentanza delle comunità degli italiani nel mondo. Il tutto tenendo sempre un occhio di riguardo per associazionismo e patronati, micro e piccola impresa in emigrazione, nuova emigrazione, esercizio del voto all’estero e politiche per le collettività. (SEGUE)