Roma, 19 mar – Quando l’euro ha superato 1,30 dollari quattro anni fa, i ministri delle Finanze di Germania, Francia e Austria si sono preoccupati delle possibili ripercussioni sugli esportatori europei. Oggi, scrive il New York Times, “l’euro vale ancora di più – intorno a 1,60 dollari – e l’Europa ha imparato a convivere con una valuta fortissima”. Grazie alla conquista di nuovi mercati esteri, allo snellimento delle aziende europee e agli effetti positivi di un dollaro più debole – scrive il quotidiano economico -, gli esportatori europei sono riusciti a controbilanciare la perdita di competitività dovuta a una moneta molto forte. Proprio la scorsa settimana, l’Europa ha riportato una crescita importante della produzione industriale: Germania, Francia, Italia e Spagna hanno tutte registrato cifre positive. In particolare, in Germania, le esportazioni sono salite del 9 per cento a gennaio di quest’anno rispetto a gennaio 2007. Si conclude quindi che “l’economia europea continua a crescere, pur se a ritmi meno sostenuti, nonostante sia penalizzata sui mercati che pagano in dollari”.