Roma, 19 mar – Davide Pernice, 32 anni, residente a Bruxelles, corre per la Camera ed è il più giovane dei candidati del Pd per l’estero: un dato importante per un partito che ha dichiaratamente puntato sulle nuove generazioni “Sì, un dato importante – spiega a NoveColonne – al quale devono però seguire i fatti: i giovani sono una risorsa non in quanto tale, ma perché sono più di altri i portatori di una visione del mondo, delle nostre aspettative e delle nostre speranze al passo con i tempi. Il 2000 sarà il secolo dei grandi mutamenti tecnologici, sociali e culturali. Dobbiamo guidare questi mutamenti e renderli fruibili alla nostra comunità, altrimenti la politica perderà la sua funzione più nobile”. Da giovane, Pernice punterà prorprio sulle nuove leve se dovesse risultare tra gli eletti in Parlamento. “Non possiamo permettere che il patrimonio storico delle nostre comunità si perda nei ricordi” spiega, aggiungendo che ci vuole subito “un portale web per i nostri giovani all’estero, con servizi integrati per il lavoro, la mobilità professionale e la ricerca di un alloggio. E poi un lavoro che va fatto zona per zona, paese per paese, per stringere i bulloni della nostra rete associativa in Europa e puntare sui giovani di seconda e terza generazione”. Pernice ha già annunciato, anche attraverso il proprio sito www.davidepernice.eu, il proprio impegno per la doppia cittadinanza e per la diffusione della lingua italiana, ma ha anche altri item in programma “Grazie al lavoro della nostra comunità all’estero arrivano ogni anno in Italia 100 miliardi di euro, pari a poco meno di 10 volte la manovra finanziaria del 2008. L’Italia deve saper investire in questa risorsa che il mondo ci invidia: per assicurare l’insegnamento della lingua e una formazione professionale adatta ai tempi, per valorizzare l’ingegno italiano e offrire assistenza nella creazione di una piccola impresa e per sostenere parte delle spese di viaggio dei nostri connazionali che fanno regolare ritorno di Italia”. “Ma non basta, perché dobbiamo subito lanciare un piano per dotare le nostre associazioni – attraverso i finanziamenti della Ue – di computer e biblioteche informatiche. Infine, bisogna finalmente sciogliere il nodo delle trasmissioni Rai all’estero: una comunità di persone che produce così tanta ricchezza a vantaggio dell’Italia non può essere tagliata fuori dall’informazione pubblica”.
(SEGUE)