Roma, 23 mag – La sfida alle diseguaglianze passa dalla salute e dalla scuola. Ne è convinto il premio Nobel per l’economia Amartya Sen, grande indagatore del rapporto tra democrazia e sviluppo, che, ospite della Fondazione MAST nell’ambito del Festival della Scienza Medica di Bologna, risponde alle domande de La Stampa prima della sua Lectio Magistralis sull’importanza di un sistema sanitario universale. “Non è vero che il mondo è più diseguale in termini di disparità di reddito, globalmente la distribuzione del reddito non è diventata più iniqua – spiega l’economista – . In gran parte è in virtù dell’economia cinese, con molti poveri che si sono arricchiti. In generale però le diseguaglianze non sono cresciute. La gente lo ripete ma è sbagliato. E vero invece che globalmente il livello delle diseguaglianze è straordinariamente alto e questo è intollerabile”. La democrazia è il sistema migliore per sconfiggere le diseguaglianze? “È più complesso di così. È frequente che la povertà renda più difficile l’affermarsi della democrazia e che le democrazie di successo ottengano buoni risultati contro la povertà. Però, il rapporto di causa effetto non è sempre lineare. Penso alla mia India, dove prima dell’Indipendenza c’era una carestia ogni due anni e poi non più. La democrazia impatta sui deficit cronici di un paese ma non necessariamente sull’educazione o sulla salute della popolazione. La Cina per esempio, meno democratica dell’India, ha fatto maggiori passi avanti nella diffusione dell’educazione e dell’assistenza sanitaria”. Cosa pensa dell’idea portata avanti in Francia da Hamon e in Italia dai Cinque Stelle di un reddito di base che, si chiami di inclusione o di cittadinanza, sia di fatto una redistribuzione economica? “Credo che il primo passo debba essere garantire l’assistenza sanitaria e la scuola per tutti. Oggi purtroppo il trend in Europa e in Italia sembra andare in direzione opposta, verso welfare meno accessibili e più costosi. Non so se il reddito universale sia una soluzione ma l’educazione e la salute sono la condizione per produrre reddito”. (red)