Hanno fermato un autobus che trasportava un gruppo di cristiani copti. E poi hanno aperto il fuoco, mentre filmavano la strage: sono 26 in tutto le vittime dell’attentato avvenuto questa mattina nella città di Minya, a 250 chilometri dal Cairo, sulla strada per il monastero di San Samuele. Gli attentatori, secondo quanto riportato dai media egiziani, hanno affiancato il pullman con due diverse auto, per poi aprire il fuoco: oltre alle vittime, in 25 sono rimasti feriti. Si tratta dell’ennesimo attentato ai danni della comunità cristiana copta: solo il mese scorso, in occasione della Domenica delle Palme, due bombe fatte esplodere durante due celebrazioni religiose avevano provocato in tutto 44 morti e decine di feriti.
IL CORDOGLIO DELLA POLITICA – Il ministro degli Esteri italiano Angelino Alfano ha subito espresso dolore immenso dolore e ferma condanna per il vile attacco: “Desidero manifestare profondo cordoglio ai familiari delle vittime, al popolo egiziano e alla Chiesa copta. L’Italia condanna con fermezza ogni atto di violenza e ribadisce il suo deciso impegno nella lotta comune contro il terrorismo”. Anche la Lega Araba ha parlato di “brutale attentato: tali crimini che si ripetono ci ricordano il pericolo rappresentato dalle organizzazioni terroriste”. Secondo il segretario Ahmed Aboul-Gheit “la regione mediorientale necessita una cooperazione tra i Paesi arabi e a livello internazionale”. Il premier egiziano Cherif Ismail ha detto che “il governo ed il popolo egiziano sono determinati a combattere le idee e le azioni terroriste”. (Sis – 26 mag)