Prima alla Camera da seconda e terza carica dello Stato, Pietro Grasso e Laura Boldrini. Poi a Villa Madama con il premier Paolo Gentiloni. Il primo ministro del Canada Justin Trudeau conclude in modo del tutto politico il suo tour italiano, iniziato con il G7 di Taormina ma proseguito poi con incontri e appuntamenti di ogni tipo. Una giornata proficua, come dice lui stesso al termine del colloquio con il premier italiano: “E’ stata un’occasione non solo per rafforzare l’alleanza che lega l’Italia e il Canada, ma anche per parlare di come possiamo collaborare per migliorare le vite dei cittadini canadesi e di quelli italiani”. Al centro del discorso con Gentiloni “prima di tutto gli scambi commerciali, si è parlato di come creare nuove opportunità, per creare occupazione per la classe media su entrambe le sponde dell’Atlantico in collaborazione chiaramente con i nostri partner italiani”.
Ma Trudeau ha anche fatto i complimenti all’Italia “per la sua leadership e per la forza con cui affronta le sfide delle migrazioni, per la sua capacità nel restare aperta e per continuare a comprendere la necessità di investire nei Paesi di origine. Questa è una responsabilità condivisa che abbiamo in tutto il mondo, il Canada ha già accolto 40 mila rifugiati negli ultimi mesi”. Da parte sua, Gentiloni si è detto convinto e consapevole che l’Unione europea “deve prendere il futuro nella sue mani – come aveva detto la cancelliera tedesca Angela Merkel – perché abbiamo obiettivi fondamentali ai quali non possiamo rinunciare, come l’ambiente”. Poi, scivolando su discorsi di politica interna, ha assicurato che il governo attuale non si sentirà delegittimato da una eventuale corsa al voto anticipato. “Ribadisco che il governo si augura un’intesa sulla legge elettorale, ma che non abbiamo un ruolo da protagonisti. Confermo che il governo è nella pienezza dei suoi poteri e ha degli impegni che intende mantenere”.
(30 mag – Sis)