Viterbo, 31 mag – A Piazza Gramsci a Viterbo, una lapide di travertino ricorda un episodio della rappresaglia tedesca contro inermi cittadini. In quel luogo, l’8 giugno del 1944, i soldati tedeschi in fuga trucidarono tre persone, due erano uomini, di loro la lapide riporta i nomi, la terza era una donna rimasta sconosciuta. Nessuno ha mai saputo chi fosse, nessuno l’ha pianta. Sulla lapide solo la frase “una donna rimasta sconosciuta”. A memoria di questa donna senza nome, l’Auser di Viterbo ha lanciato un concorso letterario, giunto alla seconda edizione, rivolto quest’anno principalmente alle donne migranti accolte e residenti nel Lazio e agli studenti. Il concorso ha il titolo “Cento donne, cento storie: storie di migranti rimaste sconosciute”. Come sottolinea Giovanna Cavarocchi (presidente Auser Viterbo): “Quest’anno abbiamo voluto contribuire a far sentire le donne migranti cittadine partecipi e continuatrici, assieme a noi, di una storia civica sempre più minacciata. Abbiamo anche invitato i giovani a riflettere sulle tante donne migranti che scappano da guerre e fame e le cui vite finiscono tragicamente nel Mediterraneo o lungo i sentieri della loro fuga”. E’ in programma per domani, 1° giugno nella sala della Provincia la premiazione dei vincitori del Concorso a cui prenderà parte, tra gli altri, il presidente nazionale Auser Enzo Costa. (PO /Com)