Napoli, 24 mar – Per dirimere la questione si ricorse anche agli antichi documenti conservati presso l’Archivio di Città e, dopo un lungo dibattito, la decisione fu presa a maggioranza: toccava al Decurionato, sorta di odierno consiglio comunale. Dal più noto San Gennaro al più antico Sant’Aspreno, Sant’Atanasio, Sant’Eufebio (noto anche con il nome di Efebo, trasformato dal popolo napoletano in Eframo), Sant’Agrippino e Sant’Agnello abate. Furono tutti Vescovi e la patronanza cittadina fu sancita in data così antica da non essere esattamente conosciuta. Gli affidamenti celesti proseguirono nel XVII secolo, a seguito di un exploit di richieste; in clima di Controriforma, la protezione della città fu affidata a ben venticinque santi: San Tommaso d’Aquino, Sant’Andrea d’Avellino, Santa Patrizia, San Francesco di Paola, San Domenico, San Giacomo della Marca, San Francesco Saverio, Santa Teresa d’Avila, Sant’Antonio da Padova, San Filippo Neri, San Gaetano, San Severo, San Nicola, San Gregorio Armeno, Santa Chiara, San Biagio, San Pietro martire, San Giuseppe, San Michele Arcangelo, San Francesco d’Assisi, Santa Maria Maddalena de’ Pazzi, San Giovanni Battista, San Francesco Borgia, Santa Candida minore, Santa Maria Egiziaca. Nel secolo dei Lumi i nuovi patroni furono sei: Sant’Antonio Abate, Sant’Ignazio di Loyola, Santa Maria Maddalena penitente, Santa Irene, Sant’Emidio vescovo di Ascoli, San Raffaele Arcangelo. Durante l’Ottocento, dieci: Sant’Anna, San Luigi Gonzaga, Sant’Agostino, San Vincenzo Ferreri, Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, San Francesco Caracciolo, San Francesco de Geronimo (o de Girolamo, di Girolamo), San Giovanni Giuseppe della Croce, San Pasquale Baylon, San Rocco, San Gioacchino. Nel Novecento soltanto quattro: Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe, Santa Lucia, Santa Gertrude, Santa Rita.
(Lii)