Parigi, 25 mar – Che gli stipendi dei dottorandi e giovani ricercatori (che rappresentano la fascia di età più dinamica e attiva in altri paesi) siano adeguati agli standard europei. Che in mancanza di adeguate risorse nazionali per coprire le esigenze della ricerca, il Governo si faccia carico di una massiccia campagna di comunicazione e preparazione per l’accesso a risorse di finanziamento disponibili a livello comunitario, quali gli schemi previsti dal Settimo Programma Quadro della Commissione Europea. Che vengano ratificate e promosse istituzionalmente politiche open access per la circolazione della produzione scientifica che sono già state messe in atto dai maggiori organismi di ricerca di altri paesi europei (Max Planck, CNRS) per dare la massima visibilità possibile alla ricerca nazionale. L’introduzione di criteri meritocratici, l’adeguamento degli stipendi, la valorizzazione della mobilità e del reclutamento di ricercatori e docenti provenienti da altri paesi, la riduzione del numero dei piccoli atenei, l’apertura ai finanziamenti comunitari sono condizioni indispensabili per ridare competitività all’Italia e al suo sistema universitario e spendibilità della formazione che essa offre ai giovani sul mercato del lavoro.
(Sis)