Roma, 15 giu – “Tra le preoccupazioni maggiori ci sono quelle per gli italiani che sono residenti da poco nel Regno Unito, meno dei cinque anni richiesti per essere considerati residenti permanenti, o quelli che non hanno modo di dimostrarlo: sarà nostra preoccupazione assicurare loro un tempo transitorio sufficientemente lungo per ottenere i requisiti”. Lo dice il direttore generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, ambasciatore Luigi Maria Vignali, in occasione dell’audizione sulle conseguenze della Brexit per la collettività italiana residente nel Regno Unito. C’è poi la questione della presentazione di documenti: “Sappiamo che il modulo per la richiesta di residenza permanente ha 85 pagine, abbiamo ottenuto una semplificazione. Dovremo essere molto netti con la Gran Bretagna, quel formulario non era stato pensato per paesi dell’Unione Europea e i diritti acquisiti dai loro cittadini”.
(Sis)