(16 giugno 2017) L’Italia in prima linea per la sicurezza alimentare in Africa. Con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di sistemi alimentari e agricoli sostenibili nel continente africano mediante strategie di innovazione scientifica e socio-economica e attraverso la collaborazione con le istituzioni e governi locali, è nato il progetto SASS (Sistemi Alimentari e Sviluppo Sostenibile), appena avviato da un Consorzio guidato dall’Università di Milano-Bicocca, al quale partecipano l’Università Cattolica, l’Università di Pavia, l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e lo European Centre for Development Policy Management di Maastricht. Il progetto è finanziato per 3 milioni di euro dal ministero dell’Istruzione, attraverso il Fondo integrativo speciale per la ricerca (FISR). SASS declina la sostenibilità in tre direzioni principali: ambientale, economica e sociale con obiettivi specifici nei diversi ambiti. Nel contesto dei sistemi agricoli, l’obiettivo è lavorare partendo dalla biodiversità locale, ovvero da quelle specie marginali ma che vengono comunque consumate nelle diete locali perché ricche di nutrienti. Il lavoro sarà rivolto alla scoperta di queste NUS (Neglected and Underutilized Species) e alla definizione di sistemi agricoli produttivi sostenibili, capaci di preservare suolo e risorse e al tempo stesso di produrre cibo e ricchezza. Un team interdisciplinare si occuperà non solo degli aspetti agrobiologici ma anche di quelli sociali, economici, ambientali e politici. La caratterizzazione molecolare delle specie/cultivar locali permetterà di dare valore alle NUS e di realizzare un “passaporto biologico” univoco. Questo aspetto è di particolare rilievo per la valorizzazione dell’agrobiodiversità e della ricchezza vegetale già conosciuta e sfruttata (bioprospecting), ma anche al fine di prevenire fenomeni quali la biopirateria, a cui molti stati africani sono potenzialmente o di fatto soggetti. Dal punto di vista della governance del food system, si individueranno modelli di gestione del sistema alimentare considerando le differenze e le specificità di contesti socio-economici a diverso grado di sviluppo. Si proporranno strategie per ottimizzare le filiere, creare ricchezza e salvaguardare la tipicità e l’identità del territorio. A livello di macroscala, il progetto intende promuovere il rafforzamento dei processi Africani e UE-Africa, con focus sul “CAADP”, il processo dell’Unione Africana che coordina investimenti, politiche pubbliche e aiuti per l’agricoltura anche attraverso la collaborazione con le Agenzie ONU a Roma, il “Committee on World Food Security” e la “Global Alliance on Climate-Smart Agriculture”. Il consorzio guidato da Milano-Bicocca si avvarrà anche della collaborazione chiave di Fondazione Giangiacomo Feltrinelli e del Milan Center for Food Policy and Law. Saranno inoltre coinvolte importanti istituzioni e portatori di interesse come la FAO, Bioversity International, e numerose istituzioni locali in Kenya e Tanzania fra i quali Naivasha Basin Sustainability Initiative, Oikos, la Nelson Mandela University insieme alle strutture di governo locali. (Red)