Roma, 19 giu – “Il Senato ha dato il via libera definitivo al disegno di legge di conversione del DL 50/2017 (Manovrina fiscale) contenente, tra l’altro, disposizioni urgenti in materia finanziaria. L’Assemblea di Palazzo Madama ha confermato con il voto di fiducia al Governo le sostanziali e importanti modifiche apportate al testo originario del Decreto approvato dalla Camera dei deputati. È confermata così la modifica, di cui avevamo già dato notizia, alla disciplina della Voluntary Disclosure con l’inserimento nella legge di riapertura della stessa (n.193 in vigore da dicembre 2016) di una norma che consente di detrarre le imposte versate all’estero anche in caso di omessa presentazione in Italia della dichiarazione o di omessa indicazione dei redditi prodotti all’estero (a condizione però di aderire alla nuova Voluntary Disclosure)”. Lo afferma Marco Fedi, deputato del Pd eletto all’estero, in una nota. “Si prevede, innanzitutto che, se alla formazione del reddito complessivo concorrono redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo, la disciplina del credito d’imposta per i redditi prodotti all’estero (articolo 165, Tuir) si applica anche in caso di omessa presentazione della dichiarazione o di omessa indicazione dei redditi prodotti all’estero nella dichiarazione presentata – ha aggiunto Fedi -. Tale disciplina vale pure per gli inviti a comparire, gli atti di accertamento con adesione e gli atti sanzionatori emanati in virtù della precedente Voluntary disclosure, purché non definiti al momento di entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge 50/2017”. Fedi ha poi spiegato: “Per i nostri giovani lavoratori all’estero, i quali per non essersi iscritti all’AIRE rischiano l’applicazione di una doppia tassazione in virtù dell’intreccio delle norme nazionali e convenzionali, e di quanto stabilito dall’articolo 165, comma 8, del TUIR, si apre ora lo spiraglio di una ‘sanatoria’, ancorché onerosa – a causa di possibili sanzioni e interessi da pagare”. (Red)