Bologna, 25 mar – Anche le imprese possono offrire il proprio contributo per contrastare l’isolamento sociale di chi sta scontando una condanna dando loro un’opportunità di formazione professionale con percorsi di inserimento lavorativo. Per favorire la sensibilizzazione del mondo economico-produttivo sulle tematiche del reinserimento lavorativo di queste persone in esecuzione di pena, anche in relazione al tema della “Responsabilità sociale d’impresa”, il Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria, Unioncamere Emilia-Romagna, Partnership Equal Pegaso (un progetto comunitario che mette insieme soggetti pubblici e privati) hanno siglato nei giorni scorsi a Bologna una Carta di Intenti. Con il documento si punta a rafforzare un rapporto di collaborazione da poco avviato, attuando anche a livello regionale quanto già previsto tra il Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e Unioncamere italiana che, qualche tempo fa, hanno sottoscritto un Protocollo nazionale di intesa per l’attivazione di una rete stabile di comunicazione tra Camere di commercio e Provveditorati regionali dell’Amministrazione penitenziaria al fine di favorire il reinserimento dei detenuti in ambito lavorativo, sia in carcere che nelle imprese del territorio. L’accordo siglato in Emilia-Romagna punta a sviluppare azioni finalizzate a promuovere la collaborazione tra le Camere di Commercio, gli Istituti penitenziari e gli Uffici di esecuzione penale esterna presenti sul territorio regionale, individuando attività produttive che risultino attivabili sia all’interno delle carceri (esternalizzando qui parte dei processi produttivi) sia nelle imprese del territorio (con l’inserimento delle persone detenute/ex detenute sul posto di lavoro) per favorire un reinserimento socio-lavorativo stabile e utile per le stesse imprese.
(SEGUE)