Bolzano, 21 giu – L’Alto Adige conferma il suo impegno nel campo della cooperazione internazionale in zone particolarmente colpite dalla guerra, da eventi climatici o segnate dalla povertà con il progetto sostenuto dalla cooperazione allo sviluppo della Provincia in Libano ed in particolare la Valle della Bekaa. Il progetto è volto a sostenere e promuovere la buona convivenza tra libanesi e siriani. In quest’area il crescente numero di rifugiati sta portando ai limiti i servizi pubblici ed aggravando le tensioni sociali nel Paese che ha quindi urgente bisogno di aiuti internazionali. Nei comuni di El Ain con circa 30.000 abitanti e di Al Qaa, 12.000 abitanti, la ong italiana Gvc con sede in Alto Adige, grazie alla sua esperienza nel settore sociale e nella cooperazione allo sviluppo, sostenuta finanziariamente dalla Provincia di Bolzano ha avviato lo scorso inverno corsi di formazione professionali. I partner sono gli enti locali ed il gruppo target sono i giovani libanesi e siriani. 60 giovani partecipano alla formazione come tecnici IT, parrucchieri e grafici, 50 ulteriori giovani sono coinvolti nei programmi svolti con gli enti locali. Una parte del progetto è l’inserimento nel mondo del lavoro: i Comuni saranno i primi datori di lavoro dei ragazzi formati nell’ambito del progetto. In seguito verranno cercati tirocini formativi nelle aziende private. La messa in rete tra più attori a livello europeo/internazionale è ormai un requisito indispensabile per la cooperazione allo sviluppo per riuscire a far fronte ai focolai di crisi politiche ed economiche. Nel 2016 la Provincia autonoma di Bolzano ha stanziato una percentuale pari a quasi il 40% del budget complessivo a favore di progetti volti a situazioni di crisi nei Paesi del Medio Oriente e nei Paesi dell’Africa Subsahariana. Il Libano confina con la Siria, che già da prima della guerra offriva ospitalità e impiego a lavoratori libanesi tranfrontalieri che oltrepassavano stagionalmente il confine. Quando il conflitto siriano si è esteso anche alla periferia del Paese molti pendolari frontalieri hanno cercato rifugio con le loro famiglie nel Libano che è mèta anche di rifugiati africani che arrivano via mare e di palestinesi giunti nel sud del Paese.(Gnk)