Roma, 26 giu – “Il Presidente del Senato Pietro Grasso, in occasione di un incontro dedicato all’editoria sulle mafie, interrogato sul riconoscimento dello jus soli a beneficio dei ragazzi nati da stranieri regolarmente residenti in Italia e che parlano la nostra lingua e i nostri dialetti, ha concluso dicendo che essi devono essere considerati italiani forse più di tanti italiani all’estero che votano alle elezioni e forse nemmeno più si ricordano del nostro Paese. Comprendiamo il carattere non polemico, ma rafforzativo di questa battuta, pronunciata in sede non istituzionale e in modo estemporaneo, ma la consideriamo ugualmente inopportuna e sbagliata, per una serie di ragioni”. Così in una nota i deputati del PD Estero Gianni Farina, Marco Fedi, Laura Garavini, Francesca La Marca, Fabio Porta, Alessio Tacconi. “Prima di tutto – spiegano i deputati dem -, il Presidente del Senato è la seconda carica dello Stato e sa bene che le sue parole, in qualsiasi contesto siano pronunciate, hanno una risonanza e un peso che vanno al di là di quanto ci si possa attendere da un qualsiasi interlocutore politico”. In secondo luogo, continuano Farina, Fedi, Garavini, La Marca, Porta e Tacconi, “il Senato è alle prese proprio in questi giorni con il provvedimento in questione, oggetto di un furibondo fuoco di sbarramento da parte di importanti forze politiche e movimenti, che pur di ostacolarne il cammino non esitano a ricorrere ad argomentazioni e toni xenofobi. Un provvedimento che per strategie procedurali si è voluto distinguere dalle questioni di cittadinanza riguardanti gli italiani all’estero, altrettanto obiettive e urgenti. Mettere in alternativa le due linee di intervento normativo rappresenta non solo un atto ingeneroso, ma penalizzante degli sforzi che nello stesso Senato si stanno compiendo per arrivare ad una positiva conclusione sul versante degli italiani all’estero”. (Red)