Palermo, 27 mar – Il 2007, rispetto all’anno precedente, si è chiuso in Sicilia con un lieve incremento del settore delle opere pubbliche, anche se le dimensioni si mantengono ancora ai livelli di guardia per la sopravvivenza delle imprese edili. E’ quanto emerge dall’Osservatorio dell’Ance Sicilia sulle opere pubbliche poste in gara con bandi pubblicati sulle Gazzette ufficiali. L’analisi evidenzia che, a confronto con il 2006, lo scorso anno le stazioni appaltanti per lavori di competenza regionale hanno bandito più gare (1.238, +11,43%) con un minimo incremento degli importi a base d’asta (1 miliardo e 269 milioni di euro, +13,47%) assestando l’importo medio su 1 milione e 25 mila euro. La media dei ribassi di aggiudicazione si è stabilizzata al 7,37% e, dopo l’entrata in vigore della legge regionale 20 del 2007, al 7,31%, segno che è stato arginato il fenomeno dei “ribassi anomali”. Di contro, a fare lievitare la media degli importi posti in gara è stata solo l’attività di alcuni enti che con poche gare di ingente importo hanno fatto impennare un livello che per il resto del settore è rimasto generalmente piatto. In particolare, si registra il caso di Siciliacque che, pur contraendo il numero delle proprie gare (-11,76%), con quella pubblicata per il rifacimento dell’acquedotto Montescuro ovest (importo 61 milioni e 779 mila euro) ha variato la somma dei propri importi di +1.153,38%. Così gli enti appaltanti in Sicilia: le Università (+37,50% il numero di gare, +157,68% gli importi totali), gli Istituti autonomi case popolari (+306,25% le gare bandite, +426,29% gli importi a base d’asta), gli Ato (+37,50% le gare, +242,44% gli importi), i consorzi Asi (+6,67% le gare, +106,61% gli importi), e le Province regionali (+300% il numero di gare, +369,92% gli importi totali). (SEGUE)