Palermo, 27 mar – In controtendenza gli Enti locali (+0,56% le gare bandite, -11,74% gli importi) e le soprintendenze ai Beni culturali (+27,08% le gare, -8,20% gli importi). Su base provinciale, l’andamento delle opere bandite ha visto una forte contrazione a Enna (-26,74% il numero di gare), a Catania (-28,59%) e a Trapani (-10,89%), un balzo a Ragusa (+124,05%) e Siracusa (+77,33%) e una crescita ad Agrigento (+10,37%), Caltanissetta (+32,74%), Messina (+38,48%) e Palermo (+14,58%). “Si tratta ancora di un mercato in crisi – spiega Salvatore Arcovito, presidente regionale di Ance Sicilia – nel 1989 (calcolato il cambio lira-euro) gli importi posti in gara sommarono a quasi 2 miliardi di euro per 2.972 opere. Dopo quasi vent’anni il numero di gare è più che dimezzato, così come gli importi. Su 1.238 gare bandite nel 2007, prevalgono ancora quelle di importo fino a 1 milione e 250 mila euro, cioè 1.037 per un totale di 538,4 milioni di euro. Le gare di importo significativo, superiore a 5 milioni di euro, sono state appena 23, pari a 327,4 milioni di euro. In quest’ultimo caso – osserva Arcovito – si tratta sempre di vecchi progetti finanziati con fondi europei o statali. Per risollevare il settore serve un forte impulso alle nuove progettazioni e un deciso intervento della Regione nel finanziamento delle infrastrutture necessarie allo sviluppo del territorio e dell’economia”.
(Caf)