Nel primo trimestre dell’anno il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato dell’1,5% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dell’1,3%. Di conseguenza, la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari all’8,5%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Si tratta degli incrementi tendenziali più alti dal terzo trimestre 2011. Lo rileva l’Istat, pubblicando il Conto trimestrale delle Amministrazioni pubbliche, reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società Nel primo trimestre 2017 l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è stato pari al 4,3%, risultando inferiore di 0,6 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre del 2016. In questo caso si tratta del miglior risultato dal 2000. La pressione fiscale – invece – è stata pari al 38,9%, segnando un aumento di 0,3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
COMMENTI. I senatori del Pd commentano su Twitter i dati Istat di oggi. Scrive Stefano Esposito: “Ancora una volta, ecco a cosa servono le riforme fatte in questi anni! Aumentano reddito e consumi, ed è una buona notizia per tutti”. Pamela Orrù aggiunge: “Miglior dato dal 2011. L’Italia sta uscendo dalla palude. C’è ancora tantissimo da fare ma è innegabile che la strada sia quella giusta”. “Quando crescono redditi e consumi – conclude Mauro Del Barba – significa che il Paese ricomincia a camminare. #ItaliaRiparte non è uno slogan ma ciò che sta accadendo”. “Proprio nel giorno in cui gli italiani sono chiamati a 68 adempimenti fiscali, per un gettito di oltre 61 miliardi di euro, l’Istat certifica un aumento della pressione fiscale nel primo trimestre e Confprofessioni mette in luce un aumento esponenziale delle addizionali regionali Irpef negli ultimi anni. Oramai è chiaro che lo Stato sta rendendo impossibile la vita dei contribuenti” dichiara invece il senatore di Forza Italia Andrea Mandelli, vice presidente della Commissione Bilancio di Palazzo Madama. “Al pesantissimo carico fiscale sopportato da famiglie, autonomi, professionisti e imprese, si aggiunge infatti la giungla burocratica che accompagna il pagamento dei tributi. Noi abbiamo sempre sostenuto e continuiamo a credere che l’unica ricetta per far ripartire l’Italia sia quella che prevede meno spesa pubblica, meno tasse e meno burocrazia. Da qui partirà il nostro programma elettorale per il governo del Paese”, conclude. (Red – 30 giu)