(6 luglio 2017) Nuova scoperta del team di ricercatori di Archeometallurgia dell’Università di Padova. Dalla ricerca pubblicata su “Plos One” emerge che la provenienza dell’ascia di rame dell’Uomo del Similaun, soprannominato Ötzi, proviene dall’area della Toscana meridionale. Fino a oggi si riteneva che la produzione e la circolazione del rame in area alpina nel IV millennio a. C. avessero origine solo da depositi centro-europei e balcanici. Grazie al team di ricerca guidato da Gilberto Artioli del Dipartimento di Geoscienze dell’ateneo di Padova le “mappe” degli scambi socio-economici fra culture eneolitiche dell’Italia centrale e a nord dell’Appennino tosco-emiliano possono essere estese fino alle popolazioni che occupavano l’arco alpino orientale in cui viveva dell’Uomo venuto dal ghiaccio. L’ascia di rame trovata 25 anni fa tra gli utensili dell’Uomo del Similaun è stata un’incredibile fonte di informazioni per la metallurgia dell’età del Rame. L’ascia, l’unica in rame del IV millennio rinvenuta completa delle parti organiche (manico, legacci e pece), è stata analizzata con Carbonio 14 permettendo una sua inequivocabile datazione al 3200 a.C.. Innovative analisi cristallografiche non invasive effettuate dal gruppo di ricerca dell’Università di Padova una dozzina di anni fa (Applied Physics A – Gilberto Artioli) permisero di interpretare in modo dettagliato la tecnica di manifattura. L’ascia era stata fusa in uno stampo bivalve e, nonostante l’ampio utilizzo nelle attività quotidiane, non fu mai sottoposta a indurimento meccanico per preservare la sua duttilità ad eccezione forse del filo della lama che, al contrario, mostra segni di uso e ricristallizzazione del metallo. (red)