– La spesa media mensile aumenta al crescere dell’ampiezza familiare. Tuttavia, grazie alla presenza di economie di scala, l’incremento della spesa è meno che proporzionale rispetto all’incremento del numero di componenti. Ad esempio, nel 2016 la stima della spesa media mensile per una famiglia composta da una sola persona, pari a 1.784,38 euro, è il 68% circa di quella delle famiglie di due componenti e il 61% circa della spesa delle famiglie di tre componenti. All’aumentare dell’ampiezza familiare diminuisce il peso delle voci di spesa nelle quali è possibile ottenere le maggiori economie di scala: ad esempio, la quota destinata ad abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili passa dal 42,1% delle famiglie monocomponente al 28,7% di quelle con 5 o più componenti. Al contrario, al crescere del numero dei componenti aumenta il peso delle voci per le quali sono possibili minori economie di scala, come ad esempio le spese per alimentari, quelle per abbigliamento e calzature e le spese per trasporti. E’ quanto si legge nel report “Spese per consumi delle famiglie” dell’Istat. Rispetto alle diverse classificazioni considerate, i livelli di spesa più bassi si registrano per le famiglie composte da soli stranieri (1.582,94 euro), per quelle di un solo componente di 65 anni e più (1.634,57), per le famiglie la cui persona di riferimento ha un basso titolo di studio (1.725,35) o è in cerca di occupazione (1.736,37). In generale, tra le famiglie con budget più contenuti pesano maggiormente le spese destinate al soddisfacimento dei bisogni primari, come quelle per alimentari, abitazione, mobili, articoli e servizi per la casa: tali voci rappresentano, rispettivamente, il 53% della spesa mensile per le famiglie monocomponente di 18-34enni e il 71% per quelle di anziani soli. (red – 6 lug)