Roma, 31 mar – “Negli ultimi giorni siamo stati “bombardati” da comunicati stampa concernenti possibili ed ulteriori brogli all’estero, voti delegati a terzi, presunte scorrettezze da parte di patronati o privati. Non so voi ma io nel vedere le liste dei candidati, ho provato per dir poco un senso di disorientamento. Le liste ufficiali, così come ci sono state presentate dalle autorità consolari sono da un punto di vista democratico e della legge che regola le candidature all’ estero “inaccettabili”. Alla voce nato/a …il… manca purtroppo ancora una volta la voce che piu’ dovrebbe interessare gli elettori all’ estero: residente a…dal…”. Così Carmine Gonella su ‘La Voce Alternativa’ relativamente alle elezioni all’estero. “Il cittadino non è messo in condizioni di avere una visione chiara e conoscitiva di coloro che dovrebbero rappresentarlo. La stragrande maggioranza dei cittadini all’ estero non ha dimestichezza con l’ informatizzazione, o può accedere facilmente ad organi di stampa italiana all’ estero e tenersi informato. Chi si vede arrivare il plico per la prima volta ( e non solo) sa che, il candidato è di nazionalità italiana ma a mio avviso potrebbe suscitare in molti dei seri dubbi sulla loro residenza. Il candidato non può farsi conoscere da tutto l’elettorato, ma l’elettore può più facilmente arrivare al candidato se solo sapesse dove questi risiede Tutto indurrebbe a pensare che i partiti sono proporsi che si voti i soliti noti, considerando gli altri delle semplice pedine”.
(Sis)