“Oggi trovate ovunque molti commenti sulla proposta che è contenuta in ‘Avanti’ di ridurre il debito pubblico e di tornare ai criteri di Maastricht. Questa scelta – alla quale stiamo lavorando da anni, non è una trovata last minute – può essere realizzata solo se l’Italia è forte, con un governo di legislatura davanti. Vantaggi: una riduzione di almeno trenta miliardi di tasse, da decidere in modo intelligente e selettivo per continuare il lavoro iniziato con la flessibilità”. Lo chiarisce sulla sua pagina Facebook il segretario del Pd Matteo Renzi. “Nei fatti -spiega – questa operazione è il secondo tempo della battaglia sulla flessibilità. E fateci caso: le reazioni degli europei sono le stesse, identiche anche nelle parole, alle reazioni di tre anni fa. Quando iniziammo a parlare di flessibilità tutti ci guardarono come fossimo pazzi. Tutti ci dissero: sarà impossibile, è contro le regole. Eppure l’Italia ce l’ha fatta, abbiamo ottenuto il risultato. Ce la faremo anche stavolta, amici. Essere europeisti – continua l’ex premier – non significa dire sempre sì a tutto quello che chiedono da Bruxelles, ma fare proposte a cominciare dagli investimenti in ricerca, dal servizio civile per giovani europei, dagli eurobond, dall’elezione diretta del Presidente della Commissione. Noi siamo per l’Europa, davvero. Questo tema del Ritorno a Maastricht segnerà la prossima legislatura: Martina e Nannicini stanno lavorando a un seminario tecnico di livello per discuterne nel merito. Noi – conclude Renzi – facciamo proposte su cui confrontarci sul serio. Perché la politica è questo, non giocare a chi urla più forte” .
UE, MARTINA: NON ACCETTO SEMPLIFICAZIONI DA COMMISSARIO
“Penso che siano letture semplificate quelle di alcune personalità europee come quel commissario europeo che ha parlato dicendo “non ho letto la proposta… ma è fuori dalle regole europee”. Io non accetto semplificazioni, le proposte vanno lette. No a semplificazioni di un ragionamento serio, noi vogliamo costruire delle proposte che impegnino il paese per i prossimi cinque anni. Proviamo a ragionare su come attraverso il debito possiamo creare crescita”. Così il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina è intervenuto questa mattina ad Agorà Estate, su Rai Tre, sul no di Dijsselbloem alla proposta di Renzi di portare il limite del deficit al 2,9%.
(red . 11 lug)