Montevideo – Prenderà il via oggi, per concludersi il 24 agosto, il corso di degustazione di vini italiani organizzato dall’Istituto italiano di cultura di Montevideo in collaborazione con Daniel Vlah. L’Uruguay è considerata terra d’eccellenza dei vini e spesso esiste un confronto diretto tra i vini uruguaiani e quelli europeo. Motore di questo indotto è stata l’emigrazione, che ha portato con sé la voglia di non perdere le proprie radici ma anche i propri sapori. Le menti illuminate dello spagnolo Francisco Vidiella del basco francese Don Pascual Harriague per prime compresero il potenziale di questi luoghi, importando in Sud America, a partire dal 1870, rispettivamente le viti di Folle Noir (conosciuta come uva Peñarol) ma soprattutto il Tannat, fiore all’occhiello dell’industria vinicola Uruguaya. Gli italiani hanno dato il loro contributo importando, agli inizi del ventesimo secolo, le varietà Barbera, Nebbiolo ed Isabella (uva fragola). Oggi invece viene prodotta e molto apprezzata l’uva di qualità Sangiovese. (9colonne)