“Nessuno si fa vivo con noi. Non ci frequenta più nessuno. Né un magistrato. Né un poliziotto. Si sono dileguati tutti. Le persone oggi a noi vicine le abbiamo incontrate dopo il ’92. Nessuno di quelli che si professavano amici ha ritenuto di darci spiegazioni anche dal punto di vista morale”: così Fiammetta Borsellino, figlia del magistrato ucciso dalla mafia 15 anni fa nella strage di Via d’Amelio, in un’intervista al Corriere della Sera. Oggi sarà in audizione dalla Commissione Antimafia a Palermo, per tuonare contro “questi 25 anni di schifezze e menzogne”. “Più che dire consegnerò inconfutabili atti processuali dai quali si evincono le manovre per occultare la verità sulla trama di via D’Amelio” spiega l’ultimogenita del giudice, che aggiunge: “Mio padre fu lasciato solo in vita e dopo. Dovrebbe essere l’intero Paese a sentire il bisogno di una restituzione della verità. Ma sembra un Paese che preferisce nascondere verità inconfessabili”. (PO / Red)