Roma, 25 lug – “Ho visto il mio collega Le Drian oggi (ieri ndr). Entrambi i nostri Paesi sviluppano la propria azione sulla Libia. L’Italia ha riaperto l’ambasciata a Tripoli, intavolato il dialogo economico con il forum di Agrigento e sta tessendo rapporti nell’Est del Paese. Sosteniamo il governo di Tripoli ma anche noi siamo in contatto con Haftar. La nostra priorità però è rafforzare il nuovo inviato dell’Onu Ghassan Salamé. Ci sono troppi formati aperti in Libia, troppi mediatori, troppe iniziative, dal Golfo all’Egitto, dall’Algeria alla Tunisia, dall’Unione europea agli interessi dei singoli Stati membri: è necessario unificare gli sforzi e concentrarli su Salamé, se ognuno dovesse andare per i fatti suoi finiremmo per delegittimarlo”. Così il ministro degli Esteri Angelino Alfano, in una intervista a La Stampa, parla della nuova iniziativa di Parigi sulla Libia. La Francia non avrebbe dovuto invitare l’Italia al vertice tra Sarraj e Haftar? “Ci sono tanti negoziati aperti. Quello francese non è il primo e temo che non sarà l’ultimo. Noi guardiamo con favore le iniziative che favoriscono il dialogo e dunque anche quella francese. Ma lo ripeto: sosteniamo Salamé”. Che rapporti avrà l’Italia con Macron, interessato all’Europa ma anche molto alla sua Francia? “Abbiamo un rapporto fraterno con la Francia. Il Mediterraneo è un’area d’interesse comune per entrambi. Macron ha vinto esprimendo una forte vocazione europeista e questo ci piace. Per il resto ciascuno segue gli interessi nazionali”.
(red)