Roma, 27 lug – Un libro per colmare un vuoto, per conoscere un aspetto poco noto della vita di Giovanni Gentile e del suo biennio 1920-1922 durante il quale fu consigliere comunale di Roma e assessore. Questo il tema del volume di Vito de Luca, presentato oggi in Senato, “Giovanni Gentile, al di là di destra e sinistra. Il linguaggio politico del filosofo, dell’assessore e del ministro (1900-1924)” edito da Solfanelli. Alla presentazione oltre all’autore ed al rettore dell’Università di Teramo, Luciano D’Amico, le ex ministre dell’Istruzione Mariastella Gelmini e Stefania Giannini, e il sottosegretario al ministero della Giustizia Federica Chiavaroli, organizzatrice dell’evento.
“Giovanni Gentile rappresenta un punto di riferimento importante della cultura e del mondo della scuola e più in generale dell’educazione nel nostro Paese- ha spiegato la senatrice Chiavaroli. Tutti conosciamo la sua riforma, a lui dobbiamo il nostro liceo classico, l’innalzamento dell’obbligo scolastico a 14 anni, l’insegnamento della religione cattolica e nonostante ritenesse l’educazione un compito dello Stato da vero liberale riconosceva anche la libertà di scelta educativa. Di lui colpisce la capacità di calarsi nel ruolo di amministratore locale e soprattutto di rivolgersi direttamente ai cittadini spronandoli ad amare la propria città. Più che puntare il dito contro l’amministrazione, perciò, secondo Gentile i cittadini debbono indignarsi verso chi non rispetta e devasta il bene pubblico. Un messaggio senza dubbio di grande attualità”.
(PO / SEGUE)