Roma, 2 ago – Le pensioni pagate all’estero nel 2016 sono 373mila per un importo di poco superiore a 1 miliardo, la maggior parte sono a fronte di periodi contributivi in Italia relativamente brevi: il 70% inferiore a 3 anni, l’83% inferiore a 10 anni. Ma soprattutto “noi forniamo anche prestazioni assistenziali come integrazioni ai minimi e quattordicesima, che di solito vengono erogate dal paese ospitante: perché noi dobbiamo agire diversamente rispetto agli altri paesi che di soliti forniscono assistenza solo ai residenti nel proprio paese? Noi di fatto in questo modo spendiamo alleggeriamo i conti delle prestazioni sociali di altri Paesi, essendo peraltro l’Italia non ancora dotata di un sistema assistenziale completo. Va contro la tendenza imperante che si continui a esportare un intervento assistenziale, e siamo convinti che la comunità dei fruitori continuerà ad aumentare. Dovremo cercare semmai di importare pensionati”. Lo ha detto il presidente dell’Inps, Tito Boeri, in un’audizione al Comitato per le questioni degli italiani all’estero nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla valorizzazione del reciproco contributo economico, culturale e civile tra la madrepatria e le comunità italiane all’estero. Nel 2017 sono stati erogati 35,6 milioni per la quattordicesima, una cifra più che raddoppiata rispetto all’anno precedente: secondo Boeri “si tratta di somme non irrilevanti”.
(Sis)