Roma, 4 apr – “Ma quella che percepiamo quando ascoltiamo certe discussioni strumentali, non è l’esigenza di migliorare le procedure del voto ma è solo la voglia di abolire questo esercizio privando gli Italiani all’estero di un diritto costituzionalmente riconosciuto.” “Per questo motivo, dunque, gli Italiani all’estero – conclude il Segretario Carozza – che sono coscienti dell’onestà , del serio impegno e del lavoro della rete consolare e del Mae, sono aperti a ogni forma di dialogo sul miglioramento del sistema del voto all’estero, così come sono pronti a discutere seriamente del tipo di rappresentanza o di una diversa collocazione all’interno del Parlamento quando si tratterà di avviare un dialogo sul superamento del bicameralismo perfetto. Ma mai saranno disponibili a discutere sulla cancellazione di un diritto democratico fondamentale di ogni cittadino, di Palermo come di Montreal”. In merito a presunti brogli o a compravendita di voti Carozza afferma “chi ha prove di reato ha il dovere di denunciare i fatti alla magistratura e non in televisione”.
(Cep)