Roma, 7 ago – “La tragedia di Marcinelle è diventata un simbolo e un santuario della memoria per tutti gli emigranti italiani, che hanno perso la vita sul lavoro, spesso un lavoro duro, faticoso e pericoloso. Questa commemorazione serve a ricordare, alle future generazioni, il sacrificio di tutti i lavoratori italiani, che hanno perso la vita nell’adempimento del proprio dovere, ma vuole essere anche un monito a mantenere alta la guardia sui diritti del lavoro e dei lavori, anche ai tempi della rivoluzione digitale”. Così in una nota Michele Schiavone, segretario generale del Consiglio generale degli italiani all’estero, alla vigilia della commemorazione della tragedia di Marcinelle. L’8 agosto 1956 un incendio scoppiato in uno dei pozzi della miniera di carbon fossile del Bois du Cazier (Marcinelle – Belgio) provocò un disastro che segnò per sempre la storia dell’emigrazione italiana: 262 vittime, provenienti da 12 diversi paesi, tra cui 136 italiani. “La presenza del Sottosegretario On. Vincenzo Amendola e del direttore generale per le politiche degli italiani all’estero (DGPIEM) Luigi Maria Vignali, come anche dei consiglieri del CGIE e dei Comites in Belgio alle commemorazioni di Marcinelle l’8 agosto è un atto di profonda gratitudine verso le vittime e le loro famiglie, una considerazione viva e sincera che va oltre la consuetudine e rinnova la vicinanza delle istituzioni italiane alle nostre comunità nel mondo, il cui numero ha oramai superato la soglia dei cinque milioni senza dimenticare l’incerto numero dei discendenti – ha continuato Schiavone -. La tragedia mineraria avvenuta l’8 agosto 1956 nel Bois du Cazier nei pressi di Marcinelle, cittadina situata nei sobborghi di Charleroi, nella regione della Vallonia, simboleggia per gli italiani all’estero il momento più alto del sacrificio di chi è stato costretto ad emigrare per ragioni economiche e di chi, oggi, è spinto dalle nuove opportunità della mobilità facilitata e dalle nuove forme del lavoro moderno”. (Red)
