Belluno, 9 ago – Dino Dalla Vecchia di Sedico, Giuseppe Polese di Cimadolmo, Mario Piccin di Codognè, Guerrino Casanova di Montebelluna, Giuseppe Corso di Montorio Veronese: sono i nomi degli emigrati veneti che, insieme ad altri 257 colleghi, dei quali 131 italiani come loro, persero la vita nella tragedia della miniera di Bois di Cazier, in Belgio. Accadde l’8 agosto di 61 anni fa. L’Associazione Bellunesi nel Mondo ha voluto commemorare il 61.mo anniversario della tragedia di Marcinelle e la “Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo” con una semplice cerimonia davanti alla propria sede in via Cavour a Belluno. Martedì 8 agosto erano presenti diverse Famiglie Ex emigranti, la Famiglia del Nord Reno Westaflia, l’Associazione Vigili del Fuoco, il Gruppo Alpini di Belluno, l’Associazione “Emigranti dell’Oltrardo”, membri del Consiglio direttivo ABM, autorità e civili. A fare da cerimoniere il presidente ABM Oscar De Bona, che ha voluto sottolineare l’importanza della memoria e del ricordo: “Non dobbiamo assolutamente dimenticare il sacrificio dei nostri emigranti. Il nostro benessere lo dobbiamo a loro”. Gli ha fatto eco il sindaco di Belluno Jacopo Massaro: “Ieri come oggi si emigra. L’umanità è sempre stata in movimento ed è nostro dovere gestirla nel miglior modo possibile. Doveroso inoltre il ricordo di chi è morto in terra straniera e il supporto per i giovani che oggigiorno partono dalla nostra provincia”. (Red)