Roma, 8 apr – Su quest’ultimo punto il viceministro auspica che il museo riesca ad aggirare il rischio di essere inteso come un luogo “vecchio e noioso”, confermandosi invece come “un luogo d’incontro fra le comunità italiane all’estero, – sottolinea Danieli – un luogo di festa, di apertura al dialogo e di partecipazione, che sia anche uno strumento di studio e di approfondimento”. Il Museo di Roma potrà contare inoltre sulla collaborazione di enti specializzati situati in alcune Regioni italiane (tra cui spiccano Puglia e Veneto) assieme a quelli nelle aree portuali di Genova e Napoli e alle altre strutture italiane all’estero, per un fenomeno in continuo aggiornamento. Il vice ministro Danieli ha poi lasciato la parola all’ambasciatore Benedetti:“Il nostro Paese, fortemente influenzato dai flussi migratori in uscita, è oggi divenuto, quasi di rimbalzo, un luogo di ricezione che ha bisogno di una struttura che ne documenti il cammino, facendoci riflettere sul nostro passato ma anche sul presente che parla d’immigrazione”. In riferimento a questa assenza prolungata di un Museo delle Migrazioni in Italia, il direttore generale per gli italiani all’estero Benedetti ha risposto affermando che “negli ultimi anni l’immigrazione verso l’Italia è divenuto un fenomeno unitario che ha creato un ‘sentire’ nazionale, prontamente ascoltato dal Ministero degli Affari Esteri e dalle cariche istituzionali che si sono mossi verso questa importante iniziativa di svolta”. (SEGUE)