“Si è trattato di un’operazione di cleaning, di riportare l’ordine a piazza Indipendenza, di ristabilire le regole. Altrimenti, mi chiedo, quale sarebbe il mio compito?”. Il prefetto di Roma, Paola Basilone, parla in un’intervista al “Corriere della Sera” dello sgombero “perfettamente riuscito” del palazzo di via Curtatone, che fino a pochi mesi fa ospitava quasi 800 rifugiati. “Ma adesso – aggiunge – il Comune deve fare la sua parte e, insieme agli altri soggetti, assistere i rifugiati come è stato deciso, e ci è stato assicurato proprio dal Campidoglio, nei Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica che si sono riuniti fino a mercoledì”. “Ieri – spiega Basilone – gli aggrediti, fino a prova contraria, sono stati i poliziotti. In quel gruppo di persone da allontanare dalla piazza ce n’erano una trentina che occupavano l’immobile ma che non avevano titoli per ottenere l’assistenza alloggiativa e sanitaria proposta alle altre settanta. Tuttavia con loro c’erano anche tanti altri soggetti infiltrati. Insomma non erano certo rifugiati”. E sull’operato della polizia che è stata accusata di aver utilizzato l’idrante contro donne e bambini chiarisce: “Non mi sembra proprio. Quel mezzo è stato usato dalla Questura per evitare che le bombole di butano lanciate dal decimo piano dagli occupanti si incendiassero e scoppiassero. Lo stesso Dipartimento di pubblica sicurezza era informato dell’utilizzo dell’idrante”. E sul poliziotto che ha esortato i colleghi a “spezzare braccia” Basilone aggiunge: “Individuarlo e prendere i dovuti provvedimenti non è certo compito mio, ma della Questura”. C’è un problema di legalità e di normalità “ed è quella che dobbiamo ripristinare io e il questore Marino, -dice Basilone al ‘Corriere della Sera’ – senza calpestare i diritti umani. Essere un rifugiato non autorizza a commettere reati”. (25 ago – PO / red)