Bruxelles, 10 apr – “La guerra interna tra candidati della Pdl per il voto degli italiani all’estero è l’ennesima dimostrazione che con i cartelli elettorali non si governa un Paese”. A dichiararlo è Davide Pernice, il più giovane candidato del Pd per la ripartizione ‘Europa’. “Stupisce ancora di più – ha continuato il candidato – che questa caccia all’uomo tra candidati della destra sia scoppiata a urne elettorali ancora aperte”. Infatti, com’è noto, i plichi elettorali dovevano pervenire ai consolati entro le ore 16 di oggi, e quindi ben oltre le prime scintille tra rispettivi candidati del Popolo delle Libertà. “L’Italia e la nostra comunità all’estero non hanno certo bisogno di notabili in permanente guerra tra loro” ha concluso Pernice, per il quale “lo scadimento di queste ore tra candidati dello stesso partito dimostra in maniera lampante quanto questa classe politica di destra abbia a cuore solo i suoi interessi personali, al di là di ogni appartenenza”. Per Pernice “le liti interne al Pdl sono naturali, dal momento che quel cartello elettorale non è un partito, ma una lista fatta a tavolino e secondo criteri perversi, denunciati dai suoi stessi candidati all’estero”.
(Sis)