Trieste, 4 set – La presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, ha ringraziato, oggi nel capoluogo di regione, il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, per aver preso parte al “Jesenski seminar”, l’annuale incontro degli educatori, dei maestri e dei professori negli oltre 70 istituti con lingua d’insegnamento slovena a Trieste, Gorizia e in provincia di Udine. “Una festa dei diritti tutelati e rispettati” è la definizione data all’evento da Fedeli, che parlando dal palco del Teatro stabile sloveno a una platea di circa 300 docenti, ha sottolineato come l’appuntamento – giunto alla 52esima edizione – sia una solenne dimostrazione “della pace e del multiculturalismo” che arricchiscono la fascia lungo il confine italo-sloveno. Il convegno è allo stesso tempo anche una prova degli ottimi rapporti tra l’Italia e la Slovenia, essendo il frutto di un accordo internazionale che vede la collaborazione tra l’Ufficio scolastico regionale del Friuli Venezia Giulia e il ministero dell’Istruzione sloveno, rappresentato oggi a Trieste dal segretario di Stato, Tomaz Boh, che ha portato i saluti del ministro Maja Makovec Brencic. I concetti espressi da Fedeli sono stati ripresi anche da Serracchiani, il cui intervento è stato interrotto da un applauso quando ha ricordato Boris Pahor, lo scrittore sloveno di Trieste che il 26 agosto scorso ha compiuto 104 anni. “Non è soltanto una persona che vogliamo e dobbiamo ricordare – ha detto la presidente della Regione – ma è un grande maestro che forse più di tutti ha compreso quanto la lingua e la scuola siano importanti per rendere grande una comunità”. (PO / Red)