Roma, 6 set – “Le controversie e le incertezze relative alle modalità di trasmissione degli avvisi di accertamento fiscale all’estero sono state nuovamente affrontate dalla Corte Suprema. Con una recente Ordinanza (n. 20256 del 22 agosto 2017) la Corte di Cassazione ha chiarito che deve ritenersi valido un avviso di accertamento fiscale notificato al contribuente italiano presso l’indirizzo estero risultante dai registri AIRE”. Lo affermano in una nota i deputati del Pd eletti all’estero Marco Fedi e Fabio Porta. “In pratica – spiegano – la Corte si è espressa in seguito all’impugnazione da parte dell’Agenzia delle Entrate di una sentenza di una Commissione Tributaria Regionale che aveva ritenuto illegittimo un accertamento fiscale perché effettuato all’estero con spedizione di lettera raccomandata con avviso di ricevimento all’indirizzo della residenza estera rilevato dai registri dell’anagrafe degli italiani residenti all’estero. La CTR infatti aveva erroneamente (secondo la Cassazione) interpretato la normativa in vigore: i giudici d’appello avevano ritenuto invalida la notifica dell’atto impositivo effettuata al contribuente che era residente all’estero, mediante spedizione di lettera raccomandata con avviso di ricevimento all’indirizzo della residenza estera rilevato dai registri dell’anagrafe degli italiani residenti all’estero”. (Red)