Muscat, 13 set – Proseguono gli impegni esteri per il Teatro Regio di Torino. Dopo la partecipazione all’Edinburgh International Festival e allo Gstaad Menuhin Festival, domani inaugura con l’Aida di Giuseppe Verdi la stagione della Royal Opera House di Muscat, in Oman. Trattandosi di un paese musulmano sono stati adottati dei criteri estetici, come ha spiegato Laura Viglione, responsabile dei servizi di sartoria del teatro in una intervista a Repubblica: “Gli uomini non possono avere le ginocchia scoperte, camminando non si deve vedere l’interno della coscia e schiena e petto devono essere coperti. Le donne non devono far vedere le gambe, non ci devono essere trasparenze, non devono avere le braccia scoperte, non si deve vedere l’attaccatura del seno. Meno male che invece sui piedi scoperti non c’erano problemi, perché hanno tutti i sandali!”, “con i solisti ci sono state meno restrizioni: ad Aida hanno permesso le braccia scoperte ma abbiamo dovuto chiuderle la scollatura, Radames invece aveva una tunichetta corta che mostrava le ginocchia e quindi abbiamo dovuto allungargliela; e poi aveva una corazza sul torace nudo e invece gli abbiamo messo sotto una maglietta con le maniche corte”. Per i ballerini l’intervento più rilevante “perché gli uomini avevano solo il perizoma e le donne il gonnellino di pelle e il reggiseno. Così abbiamo avuto l’idea di mettere a tutti una calzamaglia dorata per la scena del trionfo, evitando così l’effetto ‘corpo nudo’, e sopra hanno potuto indossare perizoma e bikini. Nel secondo atto invece, nel balletto dei moretti, la calzamaglia è scura”. (PO / red)