Roma, 15 set – Orbite sempre più radenti hanno portato la sonda Cassini a precipitare quest’oggi nell’atmosfera di Saturno. Alle sue spalle una lunga scia luminosa simile a una stella cadente. Termina così la lunga avventura durata 20 anni di una delle missioni più importanti e ambiziose della storia della conquista dello spazio nella quale l’Italia, attraverso l’ASI, ha partecipato congiuntamente con la NASA e l’ESA. Le sue immagini e i dati raccolti hanno fatto riscrivere i libri non solo sul pianeta con gli anelli ma su tutto il Sistema Solare. Dopo sette anni di viaggio e tredici di attività la sonda ha inviato a terra, attraverso la sua grande antenna di 4 metri di diametro progettata e costruita in Italia dalla Thales Alenia Space, una mole di informazioni che terrà occupati gli scienziati per i prossimi anni per scoprire i dati mancanti sulla formazione di Saturno e sui suoi anelli. L’antenna è stata anche una parte integrante di due strumenti che hanno visto l’ASI e l’università italiana protagonisti, il Radar e la Radioscienza. (Red)